La tradizione

Per non morire strenuo si batte.
Ciò ch’è vecchio forza si fa,
ostinatamente resiste,
a continuare s’accanisce.
Ed è giusto che così sia,
perché la sua durata allunga.
Ma il vecchio, rimane, pur sempre,
il crepuscolo, il declino,
che completata la sua storia
presto, senza scampo, finirà.
Non succede per strano volere o fatalità,
dato ch’é la legge della vita
a imporre la sua verità.
All’inverso, il nuovo, creatività pura,
come verginella timidamente spunta
e, saturo d’energia, si appresta
a sostituire il decadente, l’agonizzante
con il vigore e la gagliardia.
Il rinnovamento, inesorabile, in ogni cosa
a suo tempo arriva,
a volte lento, altre in modo tempestivo.
Sempre, per bagaglio,
porta la crescita, il mutamento
e tutto con fresca linfa irrora.
Ed è un bene che così sia,
l’evoluzione resta assicurata.
Orbene, se le cose a questo punto stanno,
quale certezza che la tradizione,
sovente, come grande valore evocato,
dalla parte del progresso stia?

V.D.

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