La via del cuore

Ho fatto un sogno:
Un cuore era vivo e aveva ali,
nell’aria s’innalzava,
volava nel cielo immenso,
volava con le rondini,
volava con il vento
e tra le nuvole piroettava.
Poi scendeva giù nei villaggi miseri
e ai bambini neri e bianchi,
sfruttati, denutriti o violentati,
con le lacrime agli occhi,
dolci e affettuose parole sussurrava.
Riprendeva il volo e dall’alto
udiva il tuono delle guerre micidiali;
osservava gli affamati, gli storpi,
i poveri disgraziati, gli infermi di mente,
gli ammalati terminali e soffriva, s’addolorava.
Di nuovo sulla strada si posava
per salutare, con angelico sorriso,
ogni essere che di lì passava
e se qualcuno cadeva,
a lui, sollecito, la mano porgeva.
Poi, con garbo, per le stradine,
in ombra, del parco s’incamminava
e alle coppie di innamorati, che flirtavano
sedute e avvinghiate sulle panchine,
felicità gli augurava.
Appresso, verso il bosco si spostava
e abbracciando gli alberi, gioioso,
con le cicale a coro cantava.
Ancora, sul verde prato si rotolava,
e, spensierato come un bimbo,
accarezzando l’erba e odorando i fiori
all’unisono con i grilli saltellava.

V.D.

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